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Gennaio 9, 2026
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Minaccia e invoca sui social 100 frustate per la moglie dalla quale si sta separando

Imprenditore marocchino accusato di stalking e diffamazione

Ha deciso di porre fine al matrimonio e per lei è iniziato l’inferno. «Attenta, nell’Islam la donna adultera viene frustata 100 volte». E ancora: «Non sei una buona madre». E poi: «Ti butto l’acido in faccia». Esasperata da pedinamenti, angosciata da molestie e minacce di morte, anche sui social, alla fine la donna ha denunciato il marito ai carabinieri. Tutto è avvenuto nell’hinterland fiorentino, in una manciata di mesi, tra giugno 2024 e gennaio 2025.

Per un imprenditore marocchino, 42 anni, difeso dall’avvocato Francesco Stefani, il pm Alessandro Piscitelli ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di stalking, diffamazione e violenza sessuale. L’udienza preliminare è fissata davanti al gup Piergiorgio Ponticelli il prossimo 7 gennaio, ma è probabile che l’imputato chieda di essere processato con rito abbreviato e solleciti di essere interrogato per poter raccontare la sua verità. L’imprenditore, attivo nel settore della ristorazione in Europa e in Marocco, da circa un mese è sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla moglie.

La storia lunga dieci anni si intreccia con il lavoro. Lei commerciante di origine nordafricana, lui imprenditore: sempre insieme, anche un profilo unico sui social. La nascita delle due bambine è una gioia per i genitori. Lui avvia nuove attività, all’estero. Le scommesse sulla sua attività commerciale che promuove con successo su Fb e Instagram.

Tra i due la complicità si rompe. L’imprenditore sospetta che la moglie possa tradirlo, grazie ai contatti di lavoro. Dall’estero, dove spesso vive per curare i suoi affari, hanno ricostruito le indagini, la tempesta di sms ricchi di insulti e minacce.

Posta sul profilo Facebook intestato ad entrambi, sette monologhi in cui accusa la donna di tradirlo e rievoca la punizione prevista dal Corano.

Quando rientra in Italia, tra settembre e ottobre 2024, pedina la moglie, si apposta davanti al suo negozio per controllarne i movimenti, chiedendo informazioni anche ai dipendenti. La minaccia di morte: «Non sei una buona madre! Ti brucio casa, brucio te e la tua famiglia». Ancora: «Ti butto l’acido in faccia». «Hai costruito la tua carriera ma ti farò cadere, mandando qualcuno che ti nasconde la droga in auto e a casa».

Un giorno, approfittando dell’assenza dei clienti, irrompe nel negozio, afferra la moglie e incurante delle proteste la costringe a subire baci e palpeggiamenti. E lei lo denuncia.

Nel novembre 2024, l’uomo invia un messaggio a un’amica comune: «Penso di comprare una pistola e tre proiettili per sparare a mia moglie». Il procedimento penale va avanti così come la pratica di separazione davanti al giudice civile.

Quando un mese fa atterra all’aeroporto di Bologna, al ritorno da un viaggio di affari, le forze dell’ordine gli notificano la misura cautelare e la convocazione per la separazione. Nei prossimi giorni dovrà difendersi da accuse più pesanti davanti al giudice.

La vicenda

Per un imprenditore marocchino, 42 anni, difeso dall’avvocato Francesco Stefani, il pm Alessandro Piscitelli ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di stalking, diffamazione e violenza sessuale. L’udienza preliminare è fissata davanti al gup Piergiorgio Ponticelli il prossimo 7 gennaio.

L’imprenditore, attivo nel settore della ristorazione in Europa e in Marocco, da circa un mese è sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla moglie.

 

Valentina Marotta

 

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