Firenze, finti agenti schiavizzano una donna: maxi condanna in appello
6 Giugno, 2018
Spari in via Palazzuolo, condannati poliziotta e il marito ex agente
6 Giugno, 2018
Mostra tutto

Discarica abusiva nella cava di Paterno: Regione e Comune di Vaglia parte civile al processo

l giudice ha disposto che il processo resti a Firenze e non sia trasferito a Genova

La Regione Toscana e il Comune di Vaglia saranno parte civile nel processo per la discarica abusiva di Paterno. E inoltre il procedimento non sarà trasferito a Genova, dove è in corso l’udienza preliminare per una parte della vicenda, ma resterà a Firenze. A deciderlo è stato il giudice Gaetano Magnelli nella seconda udienza che vede imputati Lanciotto e Tullia Ottaviani, padre e figlia, difesi dagli avvocati Luca Bisori e Francesco Stefani, e accusati di aver trasformato l’area della cava di calce di Paterno in una discarica maleodorante. La prossima udienza è fissata per l’8 giugno per l’apertura del dibattimento. La Regione Toscana ha deciso in extremis, con una procura speciale firmata dal presidente della Regione Enrico Rossi e presentata dall’avvocato Francesco Bevacqua, di costituirsi come parte civile, seguendo la richiesta già presentata nella scorsa udienza dal Comune di Vaglia, rappresentato dall’assessore all’ambiente Riccardo Impallomeni, assistito dall’avvocato Matteo Ormi. Una scelta, quella della Regione, che indica una direzione non solo tecnica ma anche politica. Il giudice così ha accolto entrambe le richieste e poi si è ritirato in camera di consiglio per decidere sul trasferimento a Genova richiesto dai difensori degli Ottaviani. Magnelli, però, lo ha rigettato accogliendo la tesi del pubblico ministero Bertoni. Per il giudice i fatti contestati a Lanciotto e Tullia Ottaviani nel processo di Firenze sono troppo distanti nel tempo rispetto a quelli contestati a Genova, quindi non possono essere considerate un unicum. La discarica deturpa e inquina la frazione di Paterno da quasi 20 anni. Le accuse sono state tutte mosse dalla procura di Firenze. Poi la parte dell’inchiesta sui 1300 big bags da una tonnellata ciascuno di polverino 500 mesh, scarto del processo di recupero delle sabbie abrasive eseguito da una ditta di Aulla, è stata trasmessa per competenza alla procura distrettuale di Genova che ha indagato sette persone, tra cui i due Ottaviani, per traffico illecito di rifiuti. Sulla tossicità del polverino è in corso una perizia con la prossima udienza fissata per il 20 maggio. Ma a Paterno non ci sono solo i big bags. Quando gli investigatori della Forestale hanno cominciato a scavare è uscito di tutto: fanghi di conceria, scarti delle salamoie della Solvay, rifiuti di demolizione, plastiche, asfalto, fibrocemento (amianto), pneumatici ora oggetto del processo di Firenze.

Fonte: Repubblica.it . Gerardo Adinolfi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *